lunedì 7 dicembre 2015

Pressing europeo sui vini a denominazione d'origine.

E' di questi giorni la proposta della Commissione Europea sulla liberalizzazione dei vini con nome di vitigno.
Ciò ha provocato l'immediata reazione degli organismi italiani di tutela vitivinicola, che vedono messe a rischio storiche Denominazioni con nome di vitigno come ad esempio Lambrusco, Vermentino, Sangiovese, Verdicchio e altro.
L'iniziativa prende spunto dalla riforma OCM Vino, che contempla la protezione delle denominazioni di origine territoriali e non delle varietà vitivinicole.
A mio parere tale proposta, alla luce delle notizie finora diramate dagli organi d'informazione, appare poco chiara, tant'è che se ne potrebbe persino mettere in dubbio il fondamento.
Non si capisce cioè, se la proposta faccia riferimento alla liberalizzazione delle denominazioni territoriali o alla liberalizzazione dell'indicazione in etichetta del nome di vitigno.
Nel primo caso, dal mio punto di vista, la liberalizzazione non si tradurrebbe in un pericolo reale per le nostre Denominazioni, le quali affiancando al nome di vitigno quello di territorio, rientrerebbero a pieno titolo nel regime di tutela.
Inoltre le norme vigenti non consentono omonimie, a meno che queste non siano antecedenti alla riforma OCM Vino (caso di specie Tocai): ciò dovrebbe mettere le nostre Denominazioni al riparo da qualsiasi abuso.
Nel secondo caso invece, io ritengo auspicabile indicare in etichetta il nome del vitigno, non solo in ambito UE ma pure in Italia, seppure in retroetichetta e con caratteri grafici più piccoli rispetto a quelli della denominazione territoriale: ciò risponderebbe ad un'esigenza di trasparenza, oggi molto sentita specie dal consumo interno.
E' bene precisare che in Italia, subito dopo la legge sulle Denominazioni promulgata con DPR 930 del 1963 e successivamente aggiornata con legge 164 del 1992, abbiamo abbondato con le Denominazioni con nome di vitigno, perchè originariamente davano sufficienti garanzie nel mercato circoscritto prevalentemente locale.
Oggi la situazione è cambiata: il mercato globalizzato mette in risalto le falle del sistema e la sua capacità di tutela.
La proposta sulle liberalizzazioni della Commissione Europea, fondata o meno che sia, ha per lo meno avuto il merito d'individuare criticità, sollecitando attenzione sui temi relativi al sistema italiano delle Doc e sulla sua eventuale riforma.

Info e reazioni alla proposta CE:
http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2015/11/18/de-castro-in-pericolo-lambrusco-vermentino-sangiovese-html 

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