giovedì 28 febbraio 2013

Trebbiano d'Abruzzo Emidio Pepe '10

L’azienda vinicola abruzzese Emidio Pepe di Torano Nuovo (TE) ha, fin dalla fondazione risalente agli anni ’60, intrapreso la strada dell’artigianalità e dell'eco-sostenibilità, affidandosi ai principi del biologico.
Da qualche anno ha adottato pratiche biodinamiche.
Quindi uso di fitofarmaci ridotto al minimo e concimazioni a base di letame, composti biodinamici, sovescio.
Utilizzo di lieviti indigeni.
Ogni fase di lavorazione, è tesa a rivalutare il ruolo dell’uomo vignaiolo: la diraspatura è manuale, così come la pigiatura viene fatta in modo tradizionale, ancora con i piedi.
Ovviamente tutto ciò non può che ripercuotersi sulle caratteristiche dei vini, sempre contraddistinti da un preciso timbro identitario.
Questo vino è ottenuto da uva Trebbiano, coltivata secondo i metodi dell’agricoltura biologica. Fermentato naturalmente e senza anidride solforosa aggiunta (solfiti totali 50 mg-lt).
Non filtrato.
Si presenta alla vista color giallo paglia dorato: non limpido.
Naso mediamente intenso, caratterizzato da note floreali di fiore appassito, fruttate di pera e pesca gialla.
Percepibili in sottofondo, sensazioni muschiate di terra umida e fangosa.
In bocca unisce i toni leggeri del fiore e del fruttato di pesca nettarina, con quelli più complicati (sulfureo, acqua ristagnante) già evidenziati all’olfazione; i quali ultimi se da un lato possono diventare fattore spiazzante in degustazione, dall’altro sono il timbro identitario aziendale.
Bella freschezza in chiusura, per questo vino di carattere: distante dalle mode omologanti.

Emidio Pepe è una azienda Triple "A" (Agricoltori Artigiani Artisti).

Trebbiano d’Abruzzo doc Emidio Pepe ’10
alcool 12,5% - circa € 22.
Azienda Vinicola Emidio Pepe
Torano Nuovo (TE)
http://www.emidiopepe.com/

abbinato su:
cozze dell'Adriatico gratinate

venerdì 22 febbraio 2013

Verdicchio Vigna Novali '06, Moncaro.

L’azienda vinicola Terre Cortesi Moncaro è la cantina cooperativa più importante della regione Marche, disponendo di circa 1.600 ettari vitati (suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno) e potendo contare su circa 1000 conferitori.
L’azienda ha tre cantine di trasformazione.
Due in provincia di Ancona: a Montecarotto (nell’areale del Verdicchio) e a Camerano (nell’areale del Rosso Conero).
Una in provincia di Ascoli Piceno: ad Acquaviva Picena (nell’areale del Rosso Piceno).
Innumerevoli sono le etichette prodotte e diversificati i livelli qualitativi dei vini, che riescono a coprire diverse fasce commerciali e soddisfare qualsiasi esigenza di mercato.
Sicuramente tra i vini di punta aziendali c’è questa vendemmia leggermente tardiva di uve Verdicchio parzialmente attaccate da botrytis, provenienti dal vigneto Novali, sito a Castelplanio (AN).
Fermentato e maturato, parte in barrique, parte in acciaio.
Sosta sulle fecce fini per 10 mesi.
Si presenta alla vista di un bel giallo paglierino carico.
Al naso toni maturi di mallo di noce, vaniglia, frutta esotica, note fumèe.
Grande equilibrio in bocca: ampio, polposo, persistente.
Perfetta la coerenza gustolfattiva.
Anche in questa seconda fase, giocato su toni maturi di mandorla tostata, sensazioni vanigliate, mineralità.
Vino di qualità assoluta, che ha certamente beneficiato dell’andamento stagionale, dimostratosi particolarmente favorevole in tutta l’area della Doc.
Eccellente per complessità e struttura.
Fa della finezza la sua prerogativa.
Consigliato.

Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva '06 Vigna Novali
alcool 13,5 % - circa € 15.
Terre Cortesi Moncaro – Montecarotto (AN).
http://www.moncaro.com/
abbinato su:
zuppa di pesce e crostacei
(scampi, mazzancolle, cicala di mare, tracina, rana pescatrice,
cucinati con:
cipolla, pomodoro verde, aceto, vino bianco, spezie varie)

domenica 17 febbraio 2013

Azienda Vinicola Fontezoppa in Civitanova Marche Alta

L’azienda vinicola Fontezoppa si trova a Civitanova Marche Alta (MC).
E’ un’azienda agricola in A.S. di dimensione medio-piccola, potendo disporre di circa 60 ettari di terreni, parte dei quali a seminativo e circa 38 destinati alla coltivazione della vite.
Quest’ultimi sono ripartiti tra vari territori all’interno della provincia di Macerata.
Circa 18 ettari di vigneto di uva Vernaccia Nera e 1½ di Pinot Nero sono localizzati nell’entroterra della provincia e precisamente nell’alto maceratese, in corrispondenza delle città di Serrapetrona e S. Severino Marche dove le caratteristiche del suolo, il microclima e l’elevata escursione termica garantiscono condizioni ideali alle varietà, che vengono poi vinificate sul posto nella cantina di trasformazione di Serrapetrona.
Serrapetrona doc Autunno '09, alcool 13%, circa € 7, da uva Vernaccia Nera
(vino particolare, non di facile approccio, speziato, tannino non evidente, corpo esile, da bere fresco d'estate, un bianco travestito da rosso)
Il resto della superficie vitata si trova in zona collinare più vicina alla costa e al mare Adriatico, precisamente tra le città di Potenza Picena e Civitanova Marche Alta.
Qui sono coltivate tutte le altre uve, sia a bacca rossa che a bacca bianca: uve internazionali come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e uve locali come Sangiovese, Lacrima di Morro d’Alba, Ribona detta anche Maceratino, Incrocio Bruni (innesto di Verdicchio per Sauvignon), Pecorino, Passerina.
La vinificazione di quest'altre uve, avviene nella cantina di trasformazione principale, che si trova a Civitanova Marche Alta.
L'azienda sposa i criteri dell'agricoltura convenzionale e non del biologico certificato.
Tuttavia segue di fatto pratiche assimilabili al biologico, non utilizzando ad esempio concimi chimici nel vigneto, viceversa concimando in maniera naturale con sovescio, inoltre riducendo al minimo i trattamenti, proprio per avere il minor impatto possibile sull'uva e preservarne le caratteristiche, che poi si ritroveranno nel vino.
Produzione media annua circa 350.000 bottiglie, per il 70% destinate al mercato estero.
Dai colloqui avuti con i responsabili commerciali dell'azienda, pare di capire che tali percentuali saranno nel prossimo futuro destinate a modificarsi, in quanto l'attuale gestione intende puntare nel medio termine ad un sostanziale recupero di visibilità sul mercato interno.
Oltre una ventina le etichette, con forbice di prezzi piuttosto ampia: da circa € 6 a circa € 50.
Ovviamente la parte del leone, per via della quantità disponibile, la fa la Vernaccia Nera.
Ben 5 le etichette di Vernaccia Nera in diverse interpretazioni: 3 vini fermi, 1 metodo classico, 1 vino passito.
Nel corso delle degustazioni fatte durante la visita in azienda, è stato proprio il metodo classico a rivelarsi come piacevole e gradita novità.
Si tratta di Metodo Classico rosè '10 da uva Vernaccia Nera vinificata in bianco - alcool 12,5% - circa € 20 - elaborazione conto terzi.
Caratterizzato da un insieme ben bilanciato di piccoli frutti rossi e note speziate.
Piacevole, agile e anche piuttosto fine.
Vino d'entrèe.
A mio parere delinea uno stile originale e distinguibile, riuscendo a fare propri, sia i temi della territorialità che i temi del gusto. Il prezzo risente delle basse rese (si parla di circa 40 quintali per ettaro).
In altre circostanze degustati:
Marche rosato igt Metodo Classico Extra Brut '13 Cuvèe Rosè (sboccatura 2016)
http://vinidiconfine.blogspot.it/2017/05/bollicine-di-marche-tipicita-2017.html
Marche rosso igt Carapetto '07 da uve Cabernet Sauvignon:
L'incontro con l'azienda Fontezoppa è stato organizzato da Ais Marche delegazione di Fermo, nell'ambito dell'iniziativa "La Cantina del Mese".
Ogni mese i visitatori che aderiranno di volta in volta all'iniziativa, saranno ospiti di un’azienda vinicola marchigiana, dove avranno la possibilità d'incontrare responsabili di produzione ed enologi, che descriveranno caratteristiche di vini, vigneti, attrezzature, impostazione produttiva, filosofia aziendale e sarà anche possibile degustare il meglio della produzione e le novità.
Il prossimo appuntamento, ancora in via di allestimento e quindi ancora sub iudice, avrà come protagonista un'azienda vinicola della provincia di Fermo.
Per chi fosse interessato al prossimo appuntamento di marzo e a quelli successivi, prenotarsi al numero 333 5825397.

Nel video l'enologo dott. Giovanni Basso descrive ai visitatori, la dimensione aziendale, la ripartizione della superficie vitata tra i comuni della provincia di Macerata, uve coltivate, attrezzature di trasformazione, impostazione produttiva.
Azienda Agroforestale Fontezoppa
contrada S. Domenico 38, Civitanova Marche alta (MC)
tel: +39 0733 790504
fax +39 0733 790203
email: info@cantinafontezoppa.com
http://www.cantinefontezoppa.com/en

mercoledì 13 febbraio 2013

Brodetto di Porto S. Giorgio in live video

Il "brodetto" è l’emblema della cucina di mare di Porto S. Giorgio.
In verità lo è, in versioni differenti l'una dall'altra, per quasi tutte le città affacciate sul mare Adriatico, che vantino una radicata tradizione peschereccia.
Questa zuppa di pesce infatti, nasce storicamente a bordo delle imbarcazioni; dove i pescatori se la cucinavano utilizzando le tipologie di pesce meno nobili, il cosiddetto "pesce povero", quello di più difficile commercializzazione.
La caratteristica principale del brodetto quindi, è il forte legame con la tradizione locale e col vissuto delle marinerie.
Proprio sulla base di questa valenza in qualche modo culturale e storica del brodetto sangiorgese, si sta ora intraprendendo un percorso di ricerca e documentazione, che dovrebbe portare entro l’anno, alla certificazione d’origine DE.CO (Denominazione Comunale).
A questa iniziativa certamente finalizzata alla promozione del territorio, stanno lavorando: Assessorato al Turismo della città di Porto S. GiorgioCamera di Commercio di FermoProvincia di Fermo,
Accademia Italiana della Cucina, Associazione culturale “Chi Mangia la Foglia”.

La preparazione del brodetto non presenta particolari difficoltà, nel momento in cui si abbia l’accortezza d’inserire in cottura, prima i pesci più tenaci e poi quelli più teneri.
La preparazione in video:
La ricetta.
Fare soffriggere cipolla e peperoncino.
Togliere la cipolla dalla padella quando è bene imbiondita e metterla da parte.
Inserire in padella la seppia e farla cuocere per circa 15 minuti con un bicchiere di vino bianco.
Togliere la seppia dalla padella e inserirci un bicchiere d’aceto, peperoni e pomodori semimaturi verderossi, tagliati a pezzettoni; cuocere per una decina di minuti, poi toglierli dalla padella e metterli insieme alla cipolla messa da parte precedentemente.
Mettere ora in padella il pesce in due strati, intervallati dal composto di cipolla, pomodoro e peperone in precedenza preparato. Salare e pepare ogni strato. Coprire con coperchio e lasciare cuocere, prima a fuoco forte e poi a fuoco moderato.

La tempistica complessiva di tutte le operazioni, si aggira intorno all’ora e un quarto.
In questo caso sono state utilizzate otto tipologie di pesce: seppia, tracina, pesce prete, gallinella, gattuccio, rana pescatrice, ali di razza, mazzancolle, per circa kg. 2 e ½ complessivi.
In accompagnamento va servito pane bruscato, come da tradizione.

sabato 9 febbraio 2013

La critica gastronomica non è un parafulmine

Capita di trovare nelle varie Guide Ristoranti in circolazione, valutazioni più o meno discutibili, quando non vere e proprie sviste od omissioni.
Tuttavia ciò non mi sembra sufficiente per accollare alla critica gastronomica responsabilità di sorta per quanto riguarda l'andamento del settore ristorazione in Italia, mi sembra anzi che vi sia una sproporzione tra le polemiche suscitate dall'attività della critica e l'effettiva capacità d'incidere su di esso.
Tali polemiche peraltro, non avrebbero più ragion d'essere nel momento in cui ciascun utente si decidesse ad utilizzare le guide in modo appropriato, impegnandosi in una sorta di personale valutazione delle valutazioni, non affidandosi a quest'ultime ciecamente.
Posto ciò però, mi pare di poter dire che se il settore ristorazione attraversa oggi un momento interlocutorio, per non dire difficile, ciò non possa affatto addebitarsi, come sopra accennavo, al ruolo svolto dalla critica gastronomica cartacea e on line.
Anzi mi pare che la tendenza ad enfatizzarne limiti ed imprecisioni, rischi di porre in secondo piano problemi più grossi che sono alla base delle difficoltà del comparto ristorazione.
Il dato rilevante a mio parere è un altro: la congiuntura economica ha di fatto destabilizzato il comparto ristorazione, modificando in modo sostanziale il rapporto tra domanda ed offerta.
Ha diviso l’offerta in due: quella accessibile e quella inaccessibile.
Ciò ha generato una fase nuova ed interlocutoria, nella quale tra l’altro, i protagonisti più noti del settore e mediaticamente più in vista, sembrano attivarsi, più o meno scompostamente, per proporre iniziative e suggerire percorsi, proprio nell’intento di superare tale fase critica.
Ne è prova ad esempio l'esternazione di Gianfranco Vissani sulla necessità di un recupero di tradizioni e sapori propri della cucina anni ’50.
La stessa inflazionata partecipazione di cuochi alle trasmissioni tv, mi pare testimoni la difficoltà del momento, laddove non è più il cliente che va al ristorante, ma è il ristorante che entra in casa del cliente.
Da parte loro, gli organi d’informazione off e on line, vedi qui: http://www.baritoday.it/economia/rilanciare-un-ristorante-attraverso-strategie-di-marketing-1870495.html ,
s’impegnano per sensibilizzare gli operatori del settore, sull’importanza d’intraprendere misure correttive che invertano il trend negativo odierno.

A me pare che quelli sopra citati, siano indizi che comprovano lo stato di crisi e siano tentativi intesi ad evitare il rischio di disaffezione da parte del pubblico, proponendo formule più in sintonia con esso, offrendo un’immagine diversa e aggiornata di ristorante, cercando di proporre nel quotidiano dell’utente consumatore un livello accettabile di qualità, per smantellare un po' alla volta il convincimento consolidato dell’inaccessibilità della stessa.

Di fronte a questo stato di cose interlocutorio, il dato saliente da registrare mi pare che sia sostanzialmente uno: l'andamento economico è fattore condizionante degli stili di vita e delle scelte (vedi  qui: http://www.agroalimentarenews.com/news-file/Spopola-l-aperi-cena-in-tempi-di-crisi---AgroalimentareNews-com.htm ).
Se fino a qualche tempo fa si cavalcava sulle ali di un entusiasmo smisurato, alimentandosi con l’idea ottimistica del futuro e quindi si aveva lo spirito giusto per proporre un tipo di ristorazione molecolare, concettuale, spaziale, futuristica, ancorchè elitaria, oggi non sembra più essere il caso.
Anzi lo stato di crisi attuale, sembra imporre l’innesto immediato di una retromarcia verso forme di ridimensionamento almeno parziale di quella ristorazione di vertice, iper-raffinata, che cerchi di recuperare per quanto possibile, punti di riferimento perduti, addirittura affidandosi alle tradizioni passate.
Volendo tuttavia guardare in positivo l’evolvere della situazione, credo che vada colta appieno e per nulla sottovalutata, l'opportunità di cambiamento che la congiuntura economica sembra offrire.
Penso in sostanza che proprio ora, sulla base delle nuove esigenze generate dalla condizione economica modificata, possa essere rimodulata la proposta di ristorazione.
La crisi può essere occasione per un giro di vite, che punti ad estendere gli standard qualitativi elevati, propri della cucina d’eccellenza, alla maggior parte dell’offerta ristorativa.
Riportare standard elevati a disposizione della gran parte degli utenti consumatori: questo mi pare l’obiettivo da raggiungere.
Dare loro la possibilità di riappropriarsi di gusti, sapori, stile, accoglienza e di tutte le altre componenti nessuna esclusa, che dovrebbero far parte in modo sostanziale ed imprescindibile di una qualsiasi offerta di ristorazione, non solo di quella di nicchia.
In sostanza credo che in questa fase critica, se da un lato occorra indirizzarsi verso un parziale ridimensionamento della ristorazione di vertice, dall’altro e cioè da parte della ristorazione di fascia media o medio bassa, sia necessario avere il coraggio d’investire in maggiore qualità, soprattutto per quanto riguarda materie prime ed accoglienza.
A mio parere una rimodulazione di questo tipo, si risolverebbe in un beneficio per l’intero settore, poichè stroncherebbe sul nascere i tentativi di coloro che davanti ad orizzonti poco chiari ed incerti, per far fronte alle difficoltà contingenti, avessero la malaugurata idea di appiattirsi su proposte ristorative di livello infimo o di bassa lega.
L’estensione su larga scala di una tale tendenza al ribasso, finirebbe per mettere seriamente a rischio le tradizioni alimentari nostre, la cultura dell'ospitalità e il Made in Italy.

martedì 5 febbraio 2013

Anteprima Tipicità 2013 a Fermo

Lunedì 4 febbraio presentazione ufficiale della XXI edizione di Tipicità Made in Marche Festival, presso la Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori a Fermo.
Fabrizio Gatta conduttore del programma di Rai 1 Linea Verde ed Angelo Serri direttore di Tipicità, hanno fatto gli onori di casa, presentando collaboratori, autorità, partner ed illustrando le linee guida dell'evento fermano, che ad oggi rappresenta la più importante vetrina per il Made in Marche sul mercato globale.
Qualche novità di rilievo di questa XXI edizione, in programma nei giorni 16-17-18 marzo 2013. Innanzitutto la sede: Tipicità 2013 si svolgerà nei diecimila metri quadrati di superficie dell'innovativo centro polifunzionale Fermo Forum, come sempre in località Girola a Fermo.
Poi gli ospiti d'onore, che quest'anno saranno la Svezia e il Monferrato.
Tema di fondo di questa edizione sarà "l'Ottimismo Consapevole": si portano cioè in vetrina, imprenditori ed aziende in controtendenza rispetto all'andamento congiunturale dell'economia. Modelli di sviluppo per il territorio; stimolo e punto di riferimento per altri imprenditori.

Confermate le aree tematiche e di animazione all'insegna del "turismo esperienziale":

Tipicità in blu-Le stagioni del pesce

Stoccafisso senza frontiere

A tutto riso

Il Mercatino

Accademia (laboratori e show cooking)

Teatro dei Sapori

MadeinMarche Gallery

TipicitàMarche Expo (salone prodotti enogastronomici)

MarcheTourExperience (expo turismo del prodotto Marche)

Enoteca delle Marche.



Orario di apertura:
sabato 16 e domenica 17 ore 9.30 - 21.00
lunedì 18 ore 10.00 - 20.00

info: segreteria organizzativa Piazza Dante 21 - 63900 Fermo - tel.fax: 0734.225237
mobile: 339.6043997 - 333.7736072
e-mail: press@tipicita.it

Biglietto d'ingresso: € 8.

Programma XXI edizione: http://www.tipicita.it/programma-2013/ 

sabato 2 febbraio 2013

Marche rosso Chaos '07, Fattoria Le Terrazze

Carico di rosso rubino scurissimo e impenetrabile alla vista, questo blend di uve Montepulciano 50%, Syrah 25%, Merlot 25%, provenienti da vigneti collinari prospicienti la costa Adriatica.
Bouquet di profumi molto complesso, giocato di primo acchito su toni stramaturi di frutta nera macerata e in confettura.
Poi soffermandosi, vengono in evidenza sensazioni affumicate e speziate, note terziarie di cuoio e caffè, che corroborano ulteriormente d’impronta matura e profonda.
Bocca più articolata e variopinta, ovviamente caratterizzata dall'originale assemblaggio di uve particolarmente prorompenti.
La sensazione austera e profonda avvertita in fase d'olfazione, ora abdica a favore di toni meno complessi, perdendo senz’altro qualcosa in fatto di finezza, ma guadagnandoci non direi tanto in freschezza, quanto in spontaneità ed espressione tipica.
Ne risulta una sorta di “caos controllato”, altresì materico e sostanzioso, fatto di sensazioni erbacee e cuoio, addolcito da speziatura di cannella e note di prugna matura, fortemente segnato da toni salmastri e minerali generati probabilmente dal microclima marino del vicino mare Adriatico.
Di media persistenza in chiusura, ma di grande fascino.

Marche rosso igt '07 Chaos - alcool 15% - circa € 23.
Fattoria Le Terrazze, Numana (AN).
http://www.fattorialeterrazze.it/

info Fattoria Le Terrazze,
tasting Marche rosso igt '08 Chaos: