martedì 28 maggio 2013

Cantine Aperte 2013 nelle Marche

Maltempo su Cantine Aperte.
Pioggia a catinelle e temperature rigide, hanno flagellato quest'ultima edizione ma non scoraggiato gli appassionati come al solito accorsi in massa, nonostante le avverse condizioni meteo (soprattutto pregiudicata la parte open air: visita vigneti, aspetti naturalistici, paesaggio).
In ogni caso Cantine Aperte ha confermato di essere un momento aggregativo importante e quindi efficace strumento di promozione del settore.
A tale proposito, ritengo di dover sottolineare come un contributo fattivo e direi decisivo per il successo dell'evento, lo abbiano avuto i tours organizzati.
In questa occasione ad esempio Marche Flavoured (società cooperativa d'incoming turistico, che supporta le aziende, in attività volte alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico, enogastronomico della regione Marche) , è riuscita ad allestire un tour molto interessante, che ha toccato areali particolarmente vocati al Verdicchio (di Jesi e di Matelica) e alla Lacrima di Morro d'Alba.
Prima tappa: Podere Santa Lucia a Monte S. Vito (AN).
Azienda di piccole dimensioni, estesa su circa 13 ettari prevalentemente coltivati a Lacrima di Morro d'Alba e Verdicchio.
Podere S. Lucia brut rosè metodo Charmat lungo, ottenuto da uve Lacrima, elaborato a Faenza (piacevole vino d'entrèe, carbonica setosa, floreale di violetta e tenue visciola: tipico, convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Gianni Balducci '10 - alcool 14,5% (maturo, buccia d'agrume, spalla acida e struttura importante).
Lacrima di Morro d'Alba doc Vigna delle Canterelle '09 - alcool 13% (affinato in barrique, toni intensi di visciola, ciliegia matura, confettura, spalla acida, sapido, persistente).
Seconda tappa: Terre Cortesi Moncaro a Montecarotto (AN).
Terre Cortesi Moncaro è la cantina cooperativa più importante della regione Marche, disponendo di circa 1.600 ettari vitati (suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno) e potendo contare su circa 1000 conferitori. L’azienda ha tre cantine di trasformazione. Due in provincia di Ancona: a Montecarotto (nell’areale del Verdicchio) e a Camerano (nell’areale del Rosso Conero). Una in provincia di Ascoli Piceno: ad Acquaviva Picena (nell’areale del Rosso Piceno).
Brut metodo Charmat Verdicchio doc Opale (vino d'entrèe piacevole: grana medio fine, fruttato, convincente). 
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico Le Vele '12 (bellissima espressione di Verdicchio, morbido, vellutato, fresco).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Verde Ca' Ruptae '12 (etichetta che non delude mai, una vera certezza: tipico con finale amaricante).
Rosso Conero doc Le Silve '12 (montepulciano di base, con discreta espressività varietale).
Birra artigianale Kikka (a doppia fermentazione con aggiunta di Verdicchio).
Moncaro: bottaia e pupitre de remuage
Terza tappa: Fazi Battaglia a Castelplanio (AN).
La più grande cantina privata delle Marche con i suoi 300 ettari di proprietà.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Le Moie '12 - alcool 12,5% (fresco, piacevole, tipico).
Marche bianco igt RieVerdi '10 - alcool 12,5% (30% riesling, 70% verdicchio: molto particolare, piacevole e consistente, acidità del Riesling compensata da note di buccia d'agrume candita del Verdicchio affinato in barrique).
Conero riserva docg Passo del Lupo '09  - alcool 13,5% (tipico Montepulciano intenso e complesso al naso: frutto nero maturo, marasca, cuoio. In bocca non estremamente muscolare, buona souplesse, speziatura, liquirizia, frutto, persistenza).
Quarta tappa: Colonnara a Cupramontana (AN).
Cantina sociale nata nel '59, di grande tradizione spumantistica. Il primo spumante metodo Charmat fu nel '70. Il primo Metodo Classico fu nell'80.
Brut Metodo Martinotti - alcool 12% (grana fine, morbido, setoso, fine, convincente).
Brut Metodo Classico Verdicchio doc Luigi Ghislieri - alcool 12,5% (sosta 30 mesi sui lieviti, buona complessità, crosta di pane, sapido, buccia d'agrume: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Cuprese '11 - alcool 13,5% (freschezza, frutto e anice stellato, armonico e vibrante, finale ammandorlato tipico).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup Tufico '09 - alcool 15% (poderosa espressione di Verdicchio, caratterizzato da note stramature e mineralità; finale lungo e amaricante).
Quinta tappa: Vallerosa Bonci a Cupramontana (AN).
Da oltre cinquant'anni azienda paradigmatica del Verdicchio da riva destra del fiume Esino.
Circa 30 ettari per una produzione media annua di 250.000 bottiglie.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc Metodo Classico brut millesimato '08 (sboccatura '13) - alcool 12% (tre anni sulle fecce, carbonica setosa, fragrante, sfumature di lieviti, frutto e mineralità in chiusura: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. Manciano '11 - alcool 13% (una bella espressione di Verdicchio, ottenuto dal vigneto in contrada Manciano: tipico, sapido, di bell'ampiezza: convincente)
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. S. Michele '11 - alcool 14% (vino di punta aziendale).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Pietrone '07 - alcool 14% (toni stramaturi al limite dell'evoluto, per questo Verdicchio da vendemmia leggermente posticipata).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Barrè '00 - alcool 14% (grande profondità e consistenza per questo vino affinato in barrique: crema pasticcera, canditi, gherigli di noce, caramella mou, lunghissimo finale).
Sesta tappa: Belisario a Matelica (MC).
Cantina cooperativa nata nei primi anni '70, che riunisce e supporta oltre 180 soci conferitori.
Circa 300 ettari di vigneto, di cui 24 certificati bio per la produzione di vini da agricoltura biologica. Produzione media annua di oltre 820.000 bottiglie.
Anch'essa può definirsi come paradigmatica del Verdicchio di montagna prodotto nell'areale matelicese.

Verdicchio di Matelica doc Vigneti del Cerro '12 - alcool 13% (tipico, armonico, minerale).
Verdicchio di Matelica doc Vigneti Belisario '11 - alcool 13% (ottenuto da uve da agricoltura biologica: morbido con finale dolciastro).
Verdicchio di Matelica doc selezione Meridia '09 - alcool 13% (invecchiamento di 2 anni, di cui 1 sur lies in cemento vetrificato. tasting dell'annata '08: http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/12/verdicchio-di-matelica-meridia-08-di.html ).
Verdicchio di Matelica docg ris. Cambrugiano '10 - alcool 13,5% (invecchiamento complessivo di 2 anni: in acciaio, il 15% un anno in barrique. tasting dell'annata '08: http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/06/verdicchio-di-matelica-riserva.html ).
Marche rosso igt Enoà '11 (sangiovese, merlot) - alcool 13% (convincente questo rosso dai toni mediamente maturi e discreta consistenza).
YeS mosto d'uva parzialmente fermentato - alcool 7% (vino dolce leggermente frizzante: da bere fresco sul dessert o sul gelato).

sabato 25 maggio 2013

Organic winery Poderi dei Colli, Porchia di Montalto Marche

Quarto e ultimo appuntamento prima della pausa estiva, per “La Cantina del Mese”: serie d’incontri con le aziende vinicole del territorio, curati e organizzati da Ais Marche delegazione di Fermo.
La visita del mese di maggio ci porta presso l’azienda vinicola Poderi dei Colli in frazione Porchia di Montalto Marche (AP): immersa nel magnifico paesaggio collinare a cavallo delle province di Ascoli Piceno e Fermo, a circa 25 chilometri di distanza dal comune di Pedaso (Fm) e dal litorale Adriatico.
Si tratta di un’azienda emergente, certificata biologica, curata negli aspetti tecnici ed enologici dal dott. Massimo Urriani.
Solo dal 2010 produce e vinifica in proprio, pur vantando la famiglia Mannocchi proprietaria dei fondi, una tradizione vitivinicola ultracinquantennale, ma limitata al conferimento delle uve.
Il dato saliente di quest’azienda, mi pare di poter dire che sia il connubio tra pratiche bio-sostenibili e utilizzo d’impianti di trasformazione tecnologicamente avanzati, laddove i secondi svolgono un ruolo di supporto, a tutela della qualità e a garanzia della salubrità del prodotto.
L’impostazione produttiva tende a prediligere: vendemmie leggermente anticipate o comunque non ricorrere a surmaturazioni esasperate, raccolte manuali e ghiaccio secco in vigna.
Inoltre concimazione naturale con letame, diserbo manuale e lotta ingrata antiparassitaria, completano l’impostazione biologica aziendale (a tale proposito sono in via di sperimentazione e attenzionate, viti di ultima generazione, resistenti in modo naturale agli agenti patogeni esterni).
In fase di vinificazione invece, entra di più in gioco la tecnologia, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle temperature e la gestione della fase caldo-freddo; quindi criomacerazioni prefermentative su tutta la produzione e sosta sui lieviti più o meno prolungata a seconda delle tipologie, per estrarre il meglio dei caratteri delle uve.
Su queste basi l’azienda intende dare ai propri vini una loro identità, che faccia a meno, almeno per il momento, di orpelli, sovrastrutture o appesantimenti, ma che invece evidenzi il timbro del territorio e preservi l’espressione varietale.
Ovviamente nelle 6 degustazioni fatte nel corso dell’incontro (5 vini annata ’12 e 1 vino annata ’10), non c'era d'aspettarsi lo sviluppo di quadri organolettici particolarmente profondi o impegnativi; viceversa, ma questo è nella logica delle cose, immediatezza e piacevolezza hanno fatto da denominatore comune in tutte le etichette e sottolineato gli aspetti della territorialità e tipicità cui sopra accennavo, che oggi marchiano l’intera produzione aziendale.
L’azienda dispone di circa 50 ettari di proprietà così suddivisi: 10 in frazione Porchia di Montalto Marche (AP), 15 nel comune di Monterinaldo (FM), 25 nel comune di Porto Sant’Elpidio (FM).
Produzione media annua di oltre 100.000 bottiglie, che si pensa di portare nel breve termine a 150.000.
Prevalenza di vitigni autoctoni a bacca bianca come Passerina, Pecorino, Trebbiano e a bacca rossa come Montepulciano e Sangiovese; presenti in piccole parcelle anche Cabernet Sauvignon e Merlot.
Fascia di prezzo vini compresa tra i 4 e i 10 euro.
Abbiamo degustato:
Falerio doc ’12 (trebbiano, passerina, pecorino) - alcool 12,5%
Fresco, fruttato, tipicamente amaricante, discreta struttura per la tipologia.
Marche rosato igt ’12 (70% sangiovese, 30% montepulciano) – alcool 13%
Macerazione prefermentativa di 48 ore.
Bella piacevolezza con nota di ciliegia: fresco e sapido.
Marche rosato igt '12
Passerina spumante charmat extra dry – alcool 12%
Vino d’entrèe, piacevole, fresco, morbido al gusto, profumato di lieviti.
Raccolta delle uve per questa prima edizione, il 18 d’agosto.
Criomacerazione prefermentativa di 2-3 giorni.
Offida Passerina docg Rigò ’12 – alcool 12,5%
Raccolta manuale delle uve fatta il 20 settembre.
Criomacerazione prefermentativa breve di 2-3 giorni.
Affinamento sur lies per 2 mesi.
Profumato di fiori e frutto a polpa bianca.
Fresco al gusto con finale sapido.
Offida Pecorino docg ’12 – alcool 13%
Criomacerazione prefermentativa di 4 giorni.
Affinamento sur lies di 4-5 mesi.
Mediamente intenso al naso.
Discretamente complesso sia di profumi che di sapori.
In particolare evidenza: fiore bianco, frutto non estremamente maturo, note agrumate e mineralità.
Offida Pecorino docg '12
Rosso Piceno doc ’12 (50% sangiovese, 50% montepulciano) – alcool 13,5%
Solo acciaio.
Nonostante sia il vino rosso aziendale di base, sviluppa un suo bel carattere, poggiandosi sulla gradevole rugosità tannica avvertibile in centro bocca.
Rubino acceso, fruttato e floreale.
Marche rosso igt ’10 (90% montepulciano, 10% cabernet sauvignon) – alcool 13,5%
Vinificazione delle uve separata e successivo assemblaggio.
Fermentazione in acciaio con sosta sur lies per 15 giorni.
Malolattica in acciaio e affinamento in barrique solo per il 30%.
Si presenta alla vista rosso rubino cupo e profondo.
Al naso sviluppa profumi piuttosto intensi e complessi, giocati su toni erbacei di peperone, frutto, prugna matura, moderate sensazioni terziarie di cuoio, tabacco e noce moscata.
Vino da considerarsi ancora giovane, ma dal buon potenziale: in grado di evolvere positivamente e maturare nel tempo.
Marche rosso igt '10
Azienda Agricola Poderi dei Colli di Giuseppe Mannocchi e Tiziana Gobbi.
Contrada Piagge 3, frazione Porchia di Montalto Marche (AP).
tel. e fax: +39 0736 828563
email: direzione@poderideicolli.it
http://www.poderideicolli.it/en/

martedì 21 maggio 2013

Wine tasting Amativo '10 Cantele e Eretico '10 Podere S.Donatino.

Wine tasting doppio.
Due vini senza particolari affinità, provenienti da aree geografiche differenti (Toscana, Puglia), ma ugualmente vocate.
Caldamente segnalati dall’enotecario di fiducia, come vini in grado d’incontrare il favore del pubblico.
A degustazione conclusa, ritengo di poter dire che tale favore, abbia ragioni fondate.
Inizio progressione gustativa:
Toscana igt Eretico '10 - alcool 14% - circa € 13.
Podere S. Donatino – Castellina in Chianti (SI).
info e contattihttp://www.sandonatino.com/
L’Azienda Agricola San Donatino creata negli anni '70 dal cantautore italo francese Leo Ferrè e dalla compagna Maria Cristina Diaz, è ora guidata dall’erede Matteo Ferrè che si avvale della consulenza enologica di Federico Staderini.
Eretico '10 è ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e si presenta alla vista di un bel colore rosso rubino pieno.
Al naso è piuttosto interessante e vivo; inoltre con l’ossigenazione migliora in complessità.
In evidenza note erbacee di peperone, frutto nero maturo, marasca e sfumature vinose.
Al gusto invece emerge un limite di struttura e profondità.
Prevalgono in questa fase note di caffè e sensazioni erbacee, peraltro tipiche del vitigno, che sembrano però indirizzare nel senso della rusticità e non della finezza.
In compenso acidità e tannino piuttosto sostenuti, sottolineano doti di carattere.
In definitiva appare come un vino dal taglio autentico, che privilegia l’espressione naturale alla raffinatezza.
Abbinato su spalla d’agnello in salmì

A seguire in progressione gustativa:
Salento igt Amativo ’10 – alcool 14% - circa € 16 – non filtrato.
Azienda vinicola Cantele – Guagnano (LE).
http://www.cantele.it/
Può essere considerato come uno dei vini di punta di quest’azienda salentina.
Azienda che appare oggi proiettata nel futuro per stile produttivo, marketing e comunicazione, ma che in realtà affonda le sue radici in una tradizione vinicola consolidata e ultrasessantennale.
Ottenuto da un blend di uve 60% Primitivo e 40% Negroamaro, si presenta alla vista di color rosso rubino cupo, quasi nero, impenetrabile, con qualche riflesso porpora.
Al naso coinvolge subito, per profumi marcati, molto intensi, vividi e fruttati, giocati su note d’amarena, sensazioni balsamiche e liquirizia.
Gratificante al palato, dove sfodera morbidezza estrema, ricchezza d’estratti, pastosità: suoi veri punti di forza.
Fruttato di ciliegia, fine, convincente, tipico nell’espressione varietale.
L’impressione di fondo è che proprio la prerogativa morbida e l’intensità fruttata, consentano al vino di essere pronto già da ora, nonostante probabilmente non sia ancora all’apice dell’arco evolutivo, che a mio parere sarà raggiunto nei prossimi anni, allorquando tali caratteri oggi così vividi e oserei dire carnosi, cominceranno almeno in parte, a virare verso toni terziari più maturi.
Abbinato su costine d’agnello

venerdì 17 maggio 2013

Vintage Tunina '10, Jermann

Prestigiosa etichetta nata intorno alla metà degli anni '70, con lo scopo di sganciare l'azienda dallo stretto ambito locale, proiettarla con vigore verso il mercato estero e inaugurare una linea stilistica nuova, più vicina ai gusti e alle tendenze internazionali.
Il successo ottenuto, ne fece uno degli emblemi del vino italiano nel mondo.
Vintage Tunina è un blend di uve internazionali (Sauvignon, Chardonnay) e di uve autoctone (Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Picolit), vendemmiate tardivamente.
Maturazione in acciaio, con sosta sur lies per molti mesi, a dimostrazione di come per ottenere un gran vino di spessore, si possa anche fare a meno del legno.
Il nome Tunina si riferisce all’antica proprietaria del fondo su cui stava il vigneto.
Il vino si presenta di un bel colore giallo paglia, tendente al dorato.
Naso interessante, non particolarmente complesso, certamente intenso e verticale, giocato su toni incisivi di buccia d’arancia, mandarino, vaniglia e frutto esotico.
Bocca sostanziosa, carica di materia, alleggerita però da note agrumate piuttosto vivaci, sensazioni vanigliate e frutto esotico tipo "litchi".
A mio parere il timbro ancora asprigno rilevato al gusto, conferisce a questo vino una veste più sobria rispetto a quella prospettata dalla fase olfattiva.
Molto probabilmente, per non dire certamente, considerando la vendemmia relativamente recente, solo da qui in avanti intraprenderà il processo evolutivo che lo porterà a maturità.
Degustata la n° 37157.

Venezia Giulia bianco igt Vintage Tunina ’10
alcool 13,5 % - circa € 34.
Azienda Jermann - Villanova di Farra (GO).
http://www.jermann.it/en/

domenica 12 maggio 2013

Wine tasting Ciacco da Colmone ad InfinitoWineFestival di Recanati (MC).

Tra i vari appuntamenti previsti nel programma della 2^ edizione di "Infinito Wine e Food Festival" http://www.infinitowinefestival.it/ svoltosi nei giorni 27-28-29 aprile presso il Palazzo Comunale di Recanati (MC), un ruolo di primo piano e qualificante per l'intera manifestazione lo hanno certamente svolto le degustazioni in verticale di alcune etichette tra le più rappresentative del panorama enoico marchigiano.
Tali appuntamenti degustativi, sono stati occasione utile per porre sotto la lente d'ingrandimento l'evoluzione delle singole etichette, le differenze legate all'annata e i caratteri comuni, le uve utilizzate e le scelte di vinificazione.
In modo da offrire un quadro informativo fedele dei vini proposti, del contesto aziendale e del terroir di riferimento.
Nella giornata di domenica 28 aprile, erano tre le verticali in programma, con protagonisti vini rossi regionali: Pelago di Umani Ronchi, Conero riserva Dorico di Moroder, Ciacco da Colmone di Fattoria Colmone della Marca.
Il tasting di quattro annate ('07 - '06 - '05 - '04) del Ciacco da Colmone, è stato guidato da Carlo Cambi (direttore artistico dell'evento recanatese).
Il Ciacco da Colmone è un vino a Denominazione d'Origine Controllata "I Terreni di Sanseverino" tipologia moro, recentemente istituita con decreto ministeriale del 2004, successivamente modificato con decreto del 2011.
In verità le annate '04 e '05, così come espressamente rivela il retroetichetta, sono considerate ancora come Marche rosso igt.
Ciò probabilmente è dovuto al fatto che in quelle due prime edizioni (la prima edizione in assoluto fu la '03, da considerarsi però come annata sperimentale), non si riuscì a rientrare completamente in tutte le disposizioni previste dal disciplinare di produzione della neonata Doc.
L'uvaggio di I Terreni di Sanseverino Doc Moro "Ciacco da Colmone", prevede una percentuale minima di 60% di Montepulciano e 40% di Sangiovese.
Questi sono affinati separatamente in barrique e tonneaux, per un periodo variabile che va da un anno e mezzo a due anni e successivamente assemblati.
Gradazione alcolica 13,5% - circa € 15.
Le varie annate, caratterizzate da frutto nero maturo, spessore materico e carica tannica, sono tali da sostenere ad armi pari il confronto con vini di fascia media e medio alta, provenienti dagli areali italici più vocati per la produzione di Sangiovese, come ad esempio quelli toscani.
Per tali caratteristiche organolettiche, molto probabilmente trovano il giusto abbinamento su cibi con notevole parte grassa, animali di bassa corte o anche tagliata di scottona.
I Terreni di Sanseverino doc moro Ciacco da Colmone '07:
Un bel colore rosso rubino brillante, concentrato, scuro, impenetrabile.
Al naso ciliegia, prugna matura, buccia d'arancia in sottofondo, poi cuoio e tabacco.
In bocca attacca morbido, dolciastro, avvolgente: dulcamaro su toni di marasca quasi acidognoli.
Giustamente tannico.
Persistente.
La base Sangiovese portata ad adeguata maturazione, altresì integrata dal colore e dal frutto del Montepulciano, determina un certo sbilanciamento a favore delle parti morbide e caratterizza un'annata sostanzialmente più ruffiana rispetto alle altre.
I Terreni di Sanseverino doc moro Ciacco da Colmone '06:
Color rosso rubino leggemente meno carico del precedente.
Naso intenso e complesso, su note di frutto nero maturo, toni animali, cuoio, sensazioni vegetali, leggera affumicatura, idrocarburo.
In bocca cede qualcosa sul piano della struttura e dei sapori.
Nel complesso piuttosto austero, insiste su toni speziati di chiodo di garofano ed è sostenuto da acidità quasi citrina.
Meno lungo del precedente.
Marche rosso igt Ciacco da Colmone '05:
Color rosso rubino tendente al granato.
Naso elegante, ancora fruttato, giocato su toni di foglia d'alloro e tabacco.
Meno esplicito del precedente in questa fase, ma più armonico.
Al palato è ampio, persistente, di grande coerenza gustolfattiva.
Mantiene in equilibrio le parti dure e quelle morbide, nonostante acidità e tannino piuttosto sostenuti.
In sostanza trova un buon compromesso per coniugare finezza e carattere.
Ottima annata.
Marche rosso igt Ciacco da Colmone '04:
Color rosso rubino tendente al granato.
Naso intenso e complesso: prevalenti note selvatiche, tostatura, toni floreali di viola che lasciano presupporre un contributo maggiore in percentuale di Sangiovese.
Al palato è citrino, sapido, piuttosto tannico.
Le sensazioni dure prevalgono sulle morbide, provocando un effetto asciugante che limita la persistenza.

Fattoria Colmone della Marca - San Severino Marche (MC).
http://www.fattoriacolmone.it/

Post correlato:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2013/05/infinito-wine-festival-2013-recanati.html

mercoledì 8 maggio 2013

Wine tasting Pelago Umani Ronchi, Infinito Wine Festival 2013.

Tra i vari appuntamenti previsti nel programma della 2^ edizione di "Infinito Wine e Food Festival" http://www.infinitowinefestival.it/ svoltosi nei giorni 27-28-29 aprile 2013 presso il Palazzo Comunale di Recanati (Mc), un ruolo di primo piano e qualificante per l'intera manifestazione lo hanno certamente svolto le degustazioni in verticale di alcune etichette tra le più rappresentative del panorama enoico marchigiano.
Tali appuntamenti degustativi, sono stati occasione utile per porre sotto la lente d'ingrandimento l'evoluzione delle singole etichette, le differenze legate all'annata e i caratteri comuni, le uve utilizzate e le scelte di vinificazione.
In modo da offrire un quadro informativo fedele dei vini proposti, del contesto aziendale e del terroir di riferimento.
Nella giornata di domenica 28 aprile, erano tre le verticali in programma, con protagonisti vini rossi regionali: Pelago di Umani Ronchi, Dorico di Moroder, Ciacco da Colmone di Fattoria Colmone della Marca.
Il primo wine tasting, ha preso in esame quattro annate di un vino prestigioso, sia a livello nazionale che internazionale, come il Marche rosso igt Pelago di Umani Ronchi, nelle edizioni: 2006-2001-1998-1994: edizioni elaborate negli aspetti enologici da Giacomo Tachis fino al 2001 e da Beppe Caviola successivamente.
Il tasting recanatese è stato curato da Carlo Cambi (direttore artistico dell'evento) per la parte inerente la descrizione dei caratteri organolettici e da Monica Ippoliti (responsabile commerciale dell'azienda vinicola Umani Ronchi) per quanto riguarda i dati informativi relativi all'andamento stagionale d'annata.
Marche rosso igt Pelago '06.
Color sangue di piccione impenetrabile.
Materico e vivo alla vista.
Bouquet di profumi interessante e caldo, giocato su toni di macchia mediterranea, mineralità, vaniglia, note vegetali.
In bocca toni meno soavi.
Sensazioni di ciliegia, quasi amarena, si mescolano con quelle vegetali, per un finale persistente, tendente all'amaricante.
Più improntato all'eleganza che alla muscolarità.
Enologo Beppe Caviola.
(Tasting di questa stessa annata, di un paio d'anni fa:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2011/11/pelago-06.html ).
Marche rosso igt Pelago '01.
Ultima annata curata da Giacomo Tachis.
Colore granato scuro, con cenno di ramato sull'unghia.
Intenso e complesso al naso, con note di sottobosco, erbe aromatiche, humus.
Al palato conferma tutte queste sensazioni di macchia mediterranea.
Molto espressivo, corposo, quasi masticabile.
Il tannino più incisivo rispetto alla '06, sta ha segnare la linea di demarcazione e il diverso stile tra l'impostazione di Tachis e quella di Caviola.
Inoltre mentre la '06 attacca in dolcezza per chiudere su toni amaricanti, la '01 fa il percorso esattamente contrario.
In ogni modo, estremo equilibrio tra parti dure e morbide.
Molto persistente.
Grande annata.
Marche rosso igt Pelago '98.
Colore granato profondo, concentrato, per nulla stanco.
Molto austero al naso e complesso, con note vegetali e poi cuoio, caffè, tabacco, pelliccia, sfumature di frutto rosso e note selvatiche.
Forse meno intenso delle precedenti annate in questa fase.
Grande equilibrio in bocca.
Materico e fine.
Rotondo, armonico, minerale.
Molto persistente e di estrema eleganza: fa di questo secondo aspetto la sua dote primaria.
Matura nel corso degli anni un'evoluzione sorprendente, addirittura inaspettata per gli stessi addetti ai lavori.
Grande annata.
Marche rosso igt Pelago '94.
Colore granato scuro con unghia ramata.
Austero al naso.
Carnoso di frutto nero macerato e note selvatiche di corbezzolo e pelliccia.
Perfettamente armonico e croccante nonostante l'età.
In bocca è cremoso, morbido, con evidenze di cioccolato bianco e macchia mediterranea, ma anche fresco e gioviale di frutto.
Le note erbacee del Cabernet Sauvignon, sono quasi sovrastate dalla polpa fruttata del Montepulciano.
Opulento, materico, elegante.
Annata rara: prodotte infatti appena 6.000 bottiglie (20.000 circa nelle successive), per quest'annata a suo tempo pluripremiata e di grande prestigio internazionale.
Caratteristiche comuni alle varie annate.
Grande souplesse, linearità, consistenza e persistenza per quanto riguarda il corpo del vino.
Frutto rosso, corbezzolo, note selvatiche, humus, pelliccia, per quanto riguarda i descrittori rilevabili al tasting.
L'uvaggio del Pelago si basa su una percentuale pressochè fissa di circa 50% di Montepulciano e 50% di altre uve da blend bordolese come Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, in percentuali variabili a seconda dell'andamento stagionale.

Umani Ronchi - Osimo (AN).
http://www.umanironchi.com/en/

Post correlato: http://vinidiconfine.blogspot.it/2013/05/infinito-wine-festival-2013-recanati.html

sabato 4 maggio 2013

Infinito Wine Festival 2013 a Recanati (MC).

Cambio di sede per la 2^ edizione dell'evento vinicolo organizzato dall'Associazione Culturale Enogastronomia.it
sito web http://www.infinitowinefestival.it/
Quest'anno si è passati dagli spazi dell'Ente Fiera di Civitanova Marche (MC), che hanno ospitato l'edizione dello scorso anno, ad una cornice completamente diversa, di rilevanza storico-architettonica, come il Palazzo Comunale di Recanati (MC).
Una cinquantina di espositori, tra prodotti tipici e aziende vinicole, provenienti in particolare dalle provincie di Macerata ed Ancona, ma con rappresentanza anche delle altre provincie marchigiane, hanno occupato i saloni dello storico palazzo sede del Municipio, nei tre giorni (27-28-29 aprile) dedicati all'evento.
Si è trattato di una manifestazione molto articolata e complessa, imperniata certamente sul momento degustativo e corredata inoltre da appuntamenti di vario genere di tipo convegnistico o anche artistico, fatti col duplice scopo di valorizzare le eccellenze del territorio e d'introdurre forme di promozione turistica, declinata in senso prettamente culturale: focalizzando sui temi del gusto, della storia, delle tradizioni, dell'arte.
Aula Magna, rubrica culturale a cura dell’A.I.S. : "Il Vino delle Marche...nelle Marche". 
 moderatore Prof. Somm. Stefano Isidori
In sostanza a mio parere, cercando d'interpretare da osservatore esterno la mission di fondo di questa manifestazione, l'organizzazione ha cercato di allestire un format complesso e impegnativo come sopra accennavo, in grado però di compendiare da un lato l'offerta massificata e quella più qualificata, e consentirgli dall'altro, di potersi calare a pieno titolo nel contesto ambientale particolare e suggestivo.
Facendo cioè in modo di non stravolgere le prerogative della città leopardiana, ancor oggi totalmente impregnata della figura e dell'anima del sommo Poeta.
Venendo ai dati sensibili di questa seconda edizione, mi pare di poter dire che al di là dei consuntivi di bilancio relativi alla maggiore o minore risposta del pubblico, che peraltro sembra essere stata oggettivamente confortante, il dato saliente possa essere un altro e cioè che oggi più che mai, in un momento di estrema e diffusa difficoltà economica, finiscono per ingigantirsi ed elevarsi all'ennesima potenza le difficoltà organizzative di un evento di tal genere, in particolare legate alla questione del reperimento fondi; inteso come strumento necessario ed indispensabile per dare base solida e garantire successo.
Per questa sorta d'ineluttabile ostacolo affrontato e in verità superato con caparbietà dall'organizzazione, mi pare di poter dire che possa considerarsi come inevitabile e quindi giustificarsi, qualche defaillance di partecipazione ad alcuni degli appuntamenti previsti dal programma; che però ribadisco, a me è parso un po' troppo articolato e complesso, anche in considerazione del debutto sostanziale di questo format nel nuovo contenitore.
Per quanto riguarda le degustazioni vini, conferme dalle aziende più affermate e qualche novità.
-Rosso Conero doc '11, di Podere Giustini (4 ettari totali), Candia (AN).
-Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl.ris. Pietrone '07, di Vallerosa Bonci, Cupramontana (AN).
-Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Salmagina '12 e Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Maestro di Staffolo '08, entrambi di Zaccagnini, Staffolo (AN).
-Bianco del Moro '11 (Sangiovese vinificato in bianco) e Re Piero '10 (Petit Verdot, Cabernet Sauvignon), entrambi di Fattoria Colmone della Marca, San Severino Marche (MC).
-Verdicchio di Matelica doc Vertis '11, di Borgo Paglianetto, Matelica (MC).
-Marche rosso igt Abate Pietro '08 (80% Montepulciano, 20% Syrha), di Le Corti dei Farfensi, Moresco (FM).
-Marche bianco igt Cossineo '11 (Pecorino), di Fontorfio, Cossignano (AP).
-Marche rosso igt Camerte '09 (Sangiovese, Merlot), di La Monacesca, Matelica (MC).
Conero Riserva docg Dorico '08, di Moroder, Ancona
Marche bianco igt Brianello '12 (Sauvignon, Trebbiano), di Il Pollenza, Tolentino (MC)
Offida Pecorino docg Rugaro '12, di Cantina dei Colli Ripani, Ripatransone (AP)
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Casal di Serra '12,
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Plenio '08,
Conero riserva docg Cumaro ''08,

di Umani Ronchi, Osimo (AN)
Colli Maceratesi doc Pausula '12 (Ribona),
Marche rosso igt Montolmo '11 (90% Sangiovese, 10% Montepulciano),
di Cantina Sant'Isidoro, Colbuccaro di Corridonia (MC)
Rosso Piceno sup. doc Picus '10,
Marche igt Sangiovese Fedus '10,
Marche rosso igt Quinta Regio '06
(Montepulciano),
di Poderi Capecci San Savino, Ripatransone (AP)

Offida Pecorino docg Ciprea '11,
di Poderi Capecci San Savino, Ripatransone (AP)

Nel corso di Infinito Wine Festival 2013, tasting in verticale di vini e annate prestigiose:

http://vinidiconfine.blogspot.it/2013/05/wine-tasting-pelago-umani-ronchi.html

http://vinidiconfine.blogspot.it/2013/05/wine-tasting-ciacco-da-colmone.html