domenica 29 aprile 2012

Cantina Ortenzi a Fermo.

L'inaugurazione di Cantina Ortenzi nell'aprile 2012 ha arricchito di un'ulteriore unità il panorama vitivinicolo della provincia di Fermo.
La famiglia Ortenzi svolge attività nell'ambito di commercio e distribuzione, ma decide poco meno di dieci anni fa d’intraprendere anche in viticoltura, dedicando a questa attività poco più di due ettari e mezzo di vigneto, in zona collinare esposta e ventilata, a ridosso dell’ex seminario arcivescovile di Fermo, a due passi dal centro storico della città.
Gli impianti di Pecorino, Passerina, Sangiovese, Montepulciano e Lacrima di Morro d'Alba, risalgono a circa 6 anni fa.
La gestione di tutte le attività è curata direttamente dalla famiglia Ortenzi, che si avvale della consulenza enologica di Massimo Urriani.
La produzione è di tipo artigianale e per il momento, considerata l'età degli impianti, è improntata su vini con caratteri di gioventù, spiccata freschezza (soprattutto la Passerina), vinosità e frutto.
Il Pecorino denota più maturità rispetto agli altri ed è a mio parere, quello più convincente.
Il Rosso Piceno, dal colore rosso rubino scuro e impenetrabile, è vinoso e floreale: (il leggero appassimento della percentuale di uve Lacrima, lascia un certo residuo zuccherino.
Lo classificherei come vino da merende).
La produzione in bottiglie si aggira intorno alle 20.000 unità all'anno, con prezzi al di sotto di € 10.
Tre le etichette testate:
Falerio Pecorino dop Colle Vissiano '11 Amos:
Passerina igp Colle Vissiano '11 Chrisor
Rosso Piceno dop Colle Vissiano '11 Baruc
(una quarta etichetta a base Montepulciano non è stato possibile testare perchè ancora in affinamento in occasione della visita in azienda).

Cantina Ortenzi - contrada Bore di Tenna 32 - 63900 Fermo
mob: 330 984070
web: http://www.cantinaortenzi.it/

domenica 22 aprile 2012

Tipicità XX edizione, "I vini slow secondo Slow Wine".

Degustazione guidata di sei vini marchigiani (quattro Verdicchio, una Lacrima di Morro d'Alba Superiore e un Conero Riserva), selezionati da Francesco Quercetti (responsabile di Slow Wine per le Marche) e Alberto Mazzoni (direttore dell'Istituto Marchigiano Tutela Vini).
L'evento si è svolto a Fermo, nell'ambito del programma 2012 di Tipicità Made in Marche Festival ed è stato l'occasione per spiegare e ribadire il senso del riconoscimento "Vino Slow", che la Guida Slow Wine concede ogni anno ai vini che riescano a raccontare attraverso le loro qualità organolettiche, sia vitigno che territorio.

1) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Vigneto del Balluccio '10 dell'azienda Tenuta dell'Ugolino.
Paglierino piuttosto scarico. Profumi abbastanza intensi di frutta bianca fresca, spunti di frutta esotica ed erbacei di fieno. Delicato e fine sia al naso che al palato. Ottenuto da vigneto relativamente giovane di circa 10 anni. Interessantissimo per rapporto q/p.
2) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl.sup. Il Priore Frati Bianchi '10 dell'azienda Sparapani.
Ottenuto da due vigneti: uno di oltre 30 anni, a scaloni a circa 460 m. e quindi difficile da lavorare, nella zona di Cupramontana; l'altro un po' più giovane nella zona di Serra S.Quirico. Anch'esso paglierino scarico. Note olfattive meno intense del precedente, ma con la tipica nota di anice in evidenza. Al gusto è netto, con attacco subito sapido. Denota un certo rigore acido/salino. Ugualmente interessante per q/p.
3) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. S. Michele '09 dell'azienda Vallerosa Bonci.
Ottenuto da vigneto di circa 20 anni. Espressione tipica di terreni posti sulla riva destra del fiume Esino. Giallo paglierino verdolino. Profumi non particolarmente intensi inizialmente. Piuttosto alcolico. Al gusto è corposo, con note fruttate di pesca e vegetali di finocchio. Piuttosto persistente in finale ammandorlato.
4) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva La Selezione Gioacchino Garofoli '06 dell'azienda Garofoli.
Trattasi di selezione vendemmiale e di vinificazione. Lunga sosta sulle fecce fini in contenitori di cemento e acciaio (praticamente dimenticato per un paio d'anni). Bellissimo colore giallo paglierino brillante con riflessi verdi e dorati. Complesso e intenso al naso, con note burrose e di caramella mou. Al gusto si apre in ampiezza e mirabile armonia. Vino di notevole spessore e materia; allo stesso tempo capace di esprimere grande equilibrio in tutte le componenti, sia dure che morbide; laddove le une non eccedono, nè sovrastano le altre. Chiude salino, piuttosto lungo e persistente.
5) Lacrima di Morro d'Alba superiore doc Orgiolo '09 dell'azienda Marotti Campi.
Ottenuto da vigneto di circa 18 anni. Sottoposto a maturazione in legno. Appare rosso rubino con venature lievemente porpora. Al naso è intenso, diretto, vinoso, floreale di rosa e violetta. Espressività varietale tipica, sia al naso che al gusto. Qui emergono note pepate, speziate e un tannino accentuato, che di fatto danno vigore e maturità all'intero impianto.
6) Conero Riserva docg Dorico '07 dell'azienda Moroder.
Azienda in fase di conversione al biologico. Vino ottenuto da una serie di appezzamenti di vigneto, di cui una parte risalente agli anni '60. Maturato in legno piccolo per 2 o 3 anni. Si presenta rosso rubino molto scuro e concentrato. Bouquet di profumi non particolarmente intenso in fase iniziale, giocato su note di frutto nero macerato. Al palato si distende progressivo e senza troppi sussulti; prevalgono note speziate, terziarie e frutto maturo. Piuttosto lineare, neanche eccessivamente austero, caratterizzato da un tannino particolare, allo stesso tempo vivo, ma non invadente.
Nel corso della degustazione, si è potuto notare in tutta evidenza, come i vini proposti abbiano subito nell'arco della stessa, un'evoluzione significativa dei caratteri organolettici, a partire dal momento dell'inizio, fino alla conclusione dell'incontro. In particolare alcuni (..vedi S.Michele e Dorico), sono venuti fuori alla distanza, acquisendo col passare del tempo, maggiore spessore, espressività gustolfattiva e pienezza; laddove inizialmente avevano lasciato delle perplessità.
Ciò è sintomo di grande struttura e dinamicità d'impianto.

domenica 15 aprile 2012

Civitanova Wine Festival 2012, 1^ Edizione.

Civitanova Marche si ritaglia un suo spazio all'interno delle manifestazioni vinicole calendarizzate quest'anno in regione.
Di fatto allineandosi alla tendenza in atto da qualche tempo presso diverse amministrazioni locali, nel favorire l'allestimento di spazi rivolti alla valorizzazione delle eccellenze del territorio: viste come volano di sviluppo dell'economia locale e anche come strumento ideale per dare visibilità alle prerogative storiche, artistico/architettoniche o anche semplicemente turistiche, dei singoli territori.
Civitanova Marche è da sempre snodo commerciale di primaria importanza e proprio adeguandosi a tale sua vocazione di base, ha elevato a cuore pulsante di quest'evento gli spazi dell'Ente Fiera.
Ritengo interessante aprire una parentesi per provare ad analizzare le ragioni che hanno portato negli ultimi tempi, al moltiplicarsi di tali tipologie di eventi.
A mio parere sono due gli ordini di fattore decisivi.
1) In un momento di oggettiva difficoltà del mercato, stante la crisi economica, qualsiasi evento o manifestazione di settore può svolgere una funzione vivifica nei confronti dell'interesse generale verso il comparto.
2) Tali eventi sono in grado di svolgere un ruolo rilevante in tema di visibilità e comunicazione; quindi essere il format ideale per impostarci un progetto di promozione turistica del territorio.
Chiusa la parentesi e ritornando allo specifico di CWF, direi che il buon successo di pubblico fatto registrare da questa prima edizione, non può che essere di buon auspicio per quelle future.
Il livello medio dei vini proposti in degustazione, è sembrato più che discreto; considerando anche l'attenzione prestata al rapporto qualità/prezzo.
La kermesse vinicola civitanovese ha visto la partecipazione di aziende provenienti da quattro provincie marchigiane ed è stata per alcune di esse l'occasione giusta per presentare le anteprime 2011 di qualche etichetta di Verdicchio dei Castelli di Jesi, di Pecorino e di Ribona.
In particolare proposto al grande pubblico quest'ultimo vitigno autoctono della provincia di Macerata (...imparentato col Greco di Tufo - n.d.r.): di fatto fortemente radicato nel territorio e nella tradizione vinicola del maceratese, ma non ancora sufficientemente valorizzato.

Programma ed elenco aziende partecipanti:
www.civitanovawinefestival.it

domenica 8 aprile 2012

Ristorante Canto do Mar a Porto San Giorgio

Pranzo pasquale presso lo chalet Canto do Mar a Porto S. Giorgio (FM).
Atmosfera anni '80, con tanto di show microfonato ed intrattenimento a cura dello staff.
Locale da banchetti con circa 300 coperti. Servizio cordiale ed efficiente. Cucina tradizionale senza spunti o ambizioni particolari.
La visita fatta in occasione della ricorrenza pasquale, certamente non è la scelta più felice per dare un giudizio di merito affidabile sull'offerta di cucina.
Tuttavia l'impressione è che questo ristorante punti di più sugli aspetti conviviali e di genuina aggregazione (in qualche modo anche folkloristici), che non sull'offerta di cucina nuda e pura.
L'ambiente caratteristico in riva al mare e l'atmosfera familiare che si respira all'interno del locale, sono i veri cardini del suo appeal.
Di fatto è punto di riferimento per un target disimpegnato o "della domenica", in cerca di un break che in qualche modo spezzi la routine quotidiana; non lo è altrettanto a mio parere, per quella che può essere definita, la categoria dei gastrosofi o degli aspiranti gourmet.

Il menù di pesce pasquale.
antipasto freddo
antipasto caldo
Falerio dell'azienda Velenosi
ravioli ricotta e pistacchi, al sugo di gamberetti e seppioline
frittura

Coda di rana pescatrice al forno con patate

dessert di colomba pasquale


Totale conto finale per 9 persone € 315.

Ristorante Canto do Mar (aperto tutto l'anno)
lungomare Gramsci centro sud - 63822 Porto San Giorgio (Fm)
tel: 0734.672067
cell: 348.7364333
http://www.ristorantecantodomar.com/