martedì 20 aprile 2010

Pinot Nero '03 Colle Monteverde, Tenute Rio Maggio.

Pinot Nero dalla regione Marche.
Si presenta alla vista di color rosso scarlatto scarico, limpido, trasparente.
Le successive fasi contrastano con quella visiva e trasmettono meglio la consistenza di questo vino di notevole struttura.
Al naso il bouquet è intrigante con note erbacee di peperone e balsamiche, piccoli frutti rossi stramaturi, prugna macerata, avvolgenza alcolica.
Al palato si apre senza freni inibitori.
Ampio e austero allo stesso tempo.
Le note già rilevate all'analisi olfattiva, trovano piena conferma.
Il frutto tende a virare su sensazioni più mature e complesse: cuoio, cacao, spezie dolci.
In chiusura spiragli di freschezze danno il sostegno a tutta l'impalcatura.

Vinificato in acciaio, maturato per 16 mesi in barrique e successivi 12 mesi in bottiglia.
Le difficoltà che il Pinot Nero oggettivamente si porta dietro, per ciò che concerne coltivazione e vinificazione, sono state di fatto superate per la cura quasi maniacale che l'azienda ormai da molti anni dedica al vitigno.
Le esperienze fatte negli anni scorsi, hanno fornito dati importanti sui pregi e difetti di quest'uva non facile e sulla sua capacità d'adattarsi più o meno bene a contesti pedoclimatici diversi.
In particolare quest'annata, mi pare d'eccellenza assoluta.

Marche igt Pinot Nero '03 Colle Monteverde
alcool 13,5 % - circa € 20.
Tenute Rio Maggio, contrada Vallone 41, Montegranaro (FM)
http://www.riomaggio.it/

post correlato:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2010/03/il-venerdi-di-recupero.html

lunedì 12 aprile 2010

Ristorante Osteria Tre Nodi a Porto San Giorgio

Ristorante di pesce sul lungomare di Porto S. Giorgio.
Ambiente ideale per cenette romantiche. Si cena infatti a lume di candela; luci basse nelle due sale adiacenti, rivestite in legno sia nel perimetro che in controsoffittatura.
L'ampia vetrata copre tutta la lunghezza della sala principale che guarda il lungomare e il prospiciente arenile.
Un commento musicale soft accompagna la serata e fa da colonna sonora inesorabilmente ruffiana. I pezzi scelti da Paolo "direttore d'orchestra" e affabulatore di sala, arrivano anche ad emozionare: si va da Bocelli ad Aznavour, da James Taylor a "torna a Surriento", fino a Zizi Possi meravigliosa interprete di Fado.
Conformemente all'ambiente in questione, anche l'attività del personale di sala è improntata a una certa qual forma di discrezione, quasi per non invadere la sfera privata del cliente o tanto meno fargli pesare il formalismo del servizio.

Al di là comunque del contesto ambientale rilassato e tranquillo che pure c'ha la sua indubbia importanza, l'elemento che ritengo di sottolineare maggiormente, anche a seguito delle conferme ottenute nelle ripetute visite fatte nel corso degli anni, è la capacità di questo ristorante di riuscire a fare cucina di qualità restando nel solco della tradizione locale.
L'impressione cioè, è che di fatto riesca a conciliare i gusti diffusi e le abitudini alimentari generalizzate in questo ambito territoriale, con la creatività e gli input espressivi della chef, volutamente non impermeabili agli influssi fusion di altre cucine europee.
In questo modo l'offerta di cucina risulta avere un suo carattere tipico, oltremodo identitaria, non standardizzata.
La mano della chef la si ritrova ancor più, a mio modo di vedere, nella capacità di trattare la materia prima: cotture sempre appropriate a garanzia sia dei sapori autentici che delle esperienze sensoriali.
Menù della serata.
1 gamberetti caldi all'imperiale in salsa bianca leggermente piccante.
2 selezione di tre antipasti del giorno (il tris di antipasti comprende: filetti di sgombro affumicato, spiedini di gamberetti al forno, tentacolo di polipo bollito e finito sulla piastra).
3 fusilli avvelenati del corsaro.
1 spigola alla piastra.
1/2 razza in guazzetto.
2 gelato alla crema con caffè macinato e rhum, 1 mousse al gianduia.

I vini:
Falerio dei Colli Ascolani Naumachos '08 dell'azienda Carminucci di Grottammare (AP).

Verdicchio dei Castelli di Jesi classico riserva Pietrone '06 dell'azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana (AN), un vero colosso da uve surmature, perfetto sia sul primo piatto piccante che sulla spigola.

Totale conto finale per tre persone € 220.

Osteria Tre Nodi,
lungomare Antonio Gramsci 389, Porto S. Giorgio (FM)
tel. 0734675457
www.osteriatrenodi.it

ps: il ristorante Osteria Tre Nodi ha chiuso attività nel 2012.

venerdì 2 aprile 2010

Conero Docg Rossini '05, Piantate Lunghe winery.

Piantate Lunghe dispone di appena quattro ettari di vigneto a ridosso del Monte Conero, dalle cui parcelle più alte e ventilate provengono le uve destinate alla produzione di questo piccolo gioiello di eleganza e raffinatezza.
I caratteri sono quelli tipici del vitigno Montepulciano: rosso scuro, impenetrabile, concentrato alla vista, profumato di marasca in equilibrio con le note terziarie, di grande coerenza gustolfattiva, morbido e levigato al palato.
Sensazioni di frutta nera matura, sostenute da buona acidità, garantiscono un sorso piacevole e lungo.
foto d'archivio
Dedicato in etichetta al pittore Francesco Rossini, che con levità e rigore formale rappresentava i paesaggi collinari del Conero.
In qualche modo questo vino è anch'esso il risultato della combinazione di due elementi apparentemente in contrasto tra loro: il rigore del supporto tecnologico e la levità interpretativa dell'uomo. L'andamento meteorologico naturale e la stagionalità, sono imbrigliati in adeguate vinificazioni. Libere scelte al servizio del progetto.
Di fronte a questioni di bilancio, di marketing e di gestione d'impresa, l'accostamento al mondo dell'arte potrebbe anche sembrare azzardato; senonchè in viticoltura, l'aspetto passionale è un momento pregnante e imprescindibile, nonostante sia spesso sovrastato o nascosto da tematiche molto più materialistiche. A volte, come in questo caso, si riesce a trovare lo spazio per dargli espressione concreta.

Conero Riserva docg '05 Rossini - alcool 13,5%, circa € 20.
Azienda Agricola Piantate Lunghe, viale della Vittoria 49, Ancona.

post correlato:
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